Il Giudizio

Giudizio
Le chiese hanno purtroppo contribuito a diffondere il timore nei confronti del giudizio di Dio. E lo hanno fatto, almeno in parte, e paradossalmente, nel tentativo di avvicinare la gente a Dio. Eppure, secondo Gesù Cristo, Dio osserva con benevolenza l’essere umano. Non c’è quindi nulla da temere dal suo giudizio, poiché il giudizio di Dio è l’amore.
Che cosa significa amare? Vuol dire avere uno sguardo positivo sull’altro e volergli bene. È un modo di considerare l’altro che si sofferma su ciò che c’è di bello, di meraviglioso e di vivo in una persona, sorvolando su ciò che non va, sulle ombre e sui difetti. Amare qualcuno significa prendere atto dei progressi che fa ed essere pronti ad aiutarlo.
È un atteggiamento comune tra le persone. E Dio è il primo ad amare, il solo a farlo in modo perfetto. Il giudizio di Dio è una benevolenza attiva, che vede il bene e che spera e cerca di suscitare il meglio di ciascuno.
Il giudizio di Dio è spesso stato presentato come una selezione fra le persone, per preservare chi ha la sufficienza e bocciare gli altri. Alcuni testi biblici possono essere effettivamente interpretati in tal senso, ma questo non è l’unico modo in cui possono essere intesi. Il bene e il male sono mescolati in ciascuno di noi. Il giudizio di Dio osserva, ama ciò che c’è di buono in ciascuno di noi e lo salva, rigettando ciò che è malvagio e purificandoci. Questa distinzione tra l’essere umano buono e l’essere umano meschino attraversa ogni singolo essere umano.

Le immagini utilizzate nella Bibbia per parlare del giudizio di Dio in genere fanno appello alla nozione di purificazione dell’essere umano, piuttosto che alla selezione tra individui (che ricorda sinistre idee di pulizia etnica):
– Il giudizio è talvolta paragonato a una pressa nella quale si mette l’uva per raccogliere il suo succo, scartando ciò che non è più utile (la buccia e i semi dell’acino).
– Il giudizio è anche definito come un fuoco che purifica i minerali per estrarne l’oro ed eliminare le scorie.
– Il giudizio è equiparato alla trebbiatura del frumento, per eliminare la pula in cui era conservato il grano, ma che non è commestibile.
– Il giudizio è paragonato alla potatura di un albero, affinché possa meglio svilupparsi.

Non c’è nulla da temere dal giudizio di Dio; al contrario: bisogna sperare che giunga! È promessa di vita. E ci suggerisce anche un modello per guardare gli altri (e a noi stessi) con benevolenza e ottimismo.