Rufus Jones in www.ecumenici.it

Happy birthday, Rufus Jones (Jan. 25, 1863 – June 16, 1948)! ‪#‎Quaker‬.‪#‎Mystic‬. ‪#‎Pacifist‬. Historian. Theologian. Philosopher. Professor. Writer. Co-founder (with Henry Cadbury) of the American Friends Service Committee (AFSC) in 1917. At a World Missionary Conference in Jerusalem in the late 1920s, Jones urged attendees to be open to the positive influences of all world religions, “gladly recognizing the good they contain.” Buried in the Haverford Meeting Burial Ground (855 Buck Lane, Haverford, PA), alongside his wife, Elizabeth Bartram Cadbury Jones (Aug. 15, 1871 – Oct. 26, 1952).
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

foto di Marginal Mennonite Society.

Tutto on line: quello che non sai

44.988 parole contro la Santa Sede e il Terzo Reich pronte

https://ecumenici.wordpress.com/la-santa-sede-e-il-terzo-reich/

 

 

(…)

Il 10 aprile von Papen e Göring furono ricevuti da Pio XI. Von Papen scrisse nelle sue memorie: “Il papa espresse il suo compiacimento per il fatto che il governo tedesco fosse ora guidato da un inconciliabile oppositore del comunismo e del nichilismo russo in tutte le sue forme.”119 Il 15 aprile von Papen e Kaas si riunirono con il cardinale Pacelli, ed a Kaas fu affidato il progetto del concordato. Il 18 aprile von Papen tornò a Berlino ma si tenne in contatto epistolare con il prelato.

 

(..) l’8 luglio venne siglato il Concordato e il 20 luglio avvenne la cerimonia ufficiale con le firme di Pacelli e von Papen. Il vicecancelliere, in un telegramma a
Hitler, dopo la firma, annunciava:
Grazie alla Sua concezione politica, grandiosa e saggia, dell’importante compito della
Chiesa cristiana nella ricostruzione del Terzo Reich, si è conclusa un’opera che sarà considerata più tardi un atto storico del nazionalsocialismo. Soltanto la restaurazione delle basi cristiane, nazionali e sociali permetterà di difendere con successo la civiltà occidentale contro ogni attacco, e la Germania costituirà il fondamento incrollabile di questo storico lavoro.125
Dopo una settimana dalla firma ufficiale, i nazisti promulgarono la legge sulla sterilizzazione dei malati mentali e menomati fisici, (…)

 

(..) quattro giorni dopo la firma del Concordato, il cardinale
Faulhaber scriverà:
Quello che i vecchi parlamenti e partiti non erano riusciti a realizzare nel corso di 60
anni, è stato portato a termine in sei mesi grazie alla vostra previdenza degna di un uomo di Stato. Per il prestigio della Germania a Oriente e a Occidente e di fronte al mondo intero, questa stretta di mano col papato, la maggiore potenza morale nella storia del mondo, costituisce un fatto di immenso e benefico significato. […] che Dio conservi il Cancelliere del Reich al nostro popolo.121

(…)

I triangoli rosa

L’omofobia non caratterizzo soltanto la società europea nel suo insieme ma penetro all’interno delle micro realtà dei campi di prigionia o sterminio. Tra i detenuti, contraddistinti a seconda delle caratteristiche che ne giustificavano la detenzione, da un triangolo di diverso colore o dalla stella di David si costruirono fin da subito delle gerarchie che portarono alla strutturazione di ruoli diversi all’interno del lager stesso.

Nei Lager gli omosessuali detenuti erano situati al gradino più basso della gerarchia di rispettabilità interna. Anche prima dell’utilizzo del sistema di individuazione dei prigionieri basato sul triangolo, i detenuti omosessuali venivano costretti ad indossare un tessuto giallo con una “A” maiuscola che rappresentava l’iniziale del termine “Arschficher” ovvero “baciatore di culi”. Ma anche con l’entrata in vigore del sistema classificatorio dei triangoli, quello rosa fu utilizzato per identificare gli omosessuali, l’atteggiamento discriminatorio fu garantito dalla dimensione maggiore del triangolo (3 centimetri più grande): i pederasti dovevano essere riconosciuti da lontano72.

La considerazione dei diversi prigionieri da parte dei loro detentori emerge chiaramente in una descrizione di Wolfgang Sofsky73: In cima a tutto l’opposizione razzista tra l’omo e il sottouomo. Gli slavi, gli zingari, gli ebrei tendevano a non essere considerati affatto membri della società umana. Costituivano una categoria al margine se non addirittura aldilà di ogni socialità. La persecuzione assumeva allora l’spetto dell’eliminazione sistematica.

Il criterio razziale dominava su ogni altro. Un ebreo belga o francese inserito nella categoria “oppositore politico “o “criminale”era innanzitutto un ebreo (… In fondo alla scala della deviazione venivano messi i ”75” ovvero gli omosessuali.

Benché non presentassero alcun problema politico, occupavano una categoria marginale, analoga alla categoria dei sottouomini.

(…)

Il potere del campo riservava loro solo la derisione, il disprezzo e la morte. Inoltre la maggior parte degli omosessuali fu destinata a fare da cavia ai medici dei campi sia al fine di “prevenire” o “curare” l’omosessualità sia a fini più ampiamente scientifici. La castrazione fu concepita dai nazisti come una profilassi per lottare contro l’omosessualità. Lo prevedeva il paragrafo 223 del Codice penale per tutti coloro che avevano commesso atti indecenti in pubblico, compresi gli omosessuali.

Un omosessuale che entrava in ospedale aveva pochissime probabilità di uscirne vivo. All’spedale i deportati col triangolo rosa servivano effettivamente da cavie per le ricerche e gli esperimenti medici che il più delle volte finivano con al morte74.

——————————-

72 Jean Le Bitoux: “Triangolo rosa – La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali”

ed. italiana Piero Manni, San Cesario di Lecce, 2003.

73 Wolfgang Sofsky, L’oragination de la terreur, Calmann-Levy, Parigi, 1966 in

“Triangolo Rosa” – cit. p.90.

74 Heinz Heger: testimonianza riportata su Jean Le Bitoux: “Triangoli Rosa” cit. p. 98.

.

Le fonti riportate di seguito e presenti in rete evidenziano l’omofobia di due gerarchi nazisti, Himmler e Hoss; il primo in particolare, fu ossessionato dall’omosessualità a tal punto che non esito a condannare il nipote, graziato invece dal Fuhrer, a seguito di un accusa di omosessualità.

§ [24 10-1934] Telegramma d ella Gestapo di Berlino.

La polizia politica nazista vuole i nomi di ogni arrestato per omosessualità.

§ [ 17-18/2/1937] Heinrich Himmler (1900-1945), Testo del discorso segreto tenuto

da Heinrich Himmler il 17-18 febbraio 1937 ai generali delle SS in relazione ai “pericoli razziali e biologici dell’omosessualità”.

Himmler è per l’eliminazione fisica degli omosessuali. Nulla nel discorso rivela la mitica “indulgenza” verso i legami fra maschi rinfacciata ai nazisti dai loro

nemici: al contrario Himmler chiede di non esaltare troppo la virilità e la frequentazione fra maschi.

§ [ 28/6/1935] Inasprimento nazista del § 175 del codice penale tedesco.

Sotto il Terzo Reich questa meticolosa riscrittura, opera dei nazisti, apri le porte dei lager agli omosessuali tedeschi. Rimase in vigore fino al 1969.

§ R Rudolf Höss (1900-1947), Estratto da: “comandante ad Auschwitz”

Dal memoriale scritto dal comandante del lager di Auschwitz in attesa dell’esecuzione capitale. Vi si parla senza remore del trattamento degli internati omosessuali.

L’identità omosessuale: militanza e ricerche sull’omosessualità fino all’avvento delle dittature Se, secondo Michel Foucault, si può parlare di identità omosessuale

appena nella seconda meta dell’ottocento, stando alle recenti ricerche di Marzio Barbagli ed Asher Colombo75, l’inizio storico dell’identità omosessuale dovrebbe invece situarsi nel settecento, momento in cui le relazioni tra omosessuali maschi acquistarono caratteristiche inedite quali la simmetria sociale dei partner, l’effeminatezza, la creazione di una sub cultura specifica.

L’approccio Barbagli Colombo, pur estendendo la vita dell’identità omosessuale, non varia i riferimenti alle fonti relative alla militanza e alle attenzioni sull’omosessualità quale materia di ricerca. Le prime fonti a nostra disposizione risalgono comunque alla meta dell’ottocento.

I documenti qui raccolti non sono esaustivi nel proporre il quadro degli albori di una militanza ancor molto nascosta e spesso celata da obiettivi dichiaratamente di approfondimento medico, ma propongono comunque una cornice di partenza.

La prima associazione omosessuale nacque in Germania per opera di

Karl Heinrich Ulrichs76. Fu il pioniere per antonomasia del militante

 

omosessuale. A lui si deve il conio del termine “uranesimo” definendo uranisti (uranier) o urninghi (urningh) gli uomini attratti da altri uomini. Il nuovo termine, al pari degli altri neologismi coniati dagli omosessuali stessi per definire la sodomia, aveva la funzione di presentare l’omosessualità in maniera non negativa. In questa chiave egli considero l’omosessualità come una sorta di terzo sesso, distinguendolo dall’uomo attratto dal corpo femminile che definiva dioningo (dioning). L’idea del terzo sesso era finalizzata a combattere l’omofobia dell’epoca

———————-

75 Asher Colombo e Marzio Barbagli: “Omosessuali moderni – Gay e lesbiche in Italia”–Il

Mulino, Bologna, 2001.

76 Hubert Kennedy: “Ulrichs”- Massari editore, Bolsena (VT), 2005.

.

distinguendo le due categorie di maschi: l’elemento fondante era la presenza di una componente femminile nel corpo maschile che spiegava l’attrazione verso le persone dello stesso sesso. Fu sempre Ulrichs a proporre la prima associazione omosessuale della storia; ne redasse una bozza di regolamento anche se, probabilmente, l’associazione non nacque:

§ [1865] Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), “egole per una Unione degli Urninghi”

Progetto di regolamento di associazione, un’associazione omosessuale, la prima della storia.

Lo stereotipo maschile ebbe successo anche tra gli omosessuali: la nascita del termine “omosessuale” in antitesi ad Uranesimo e alla visione di effeminatezza che ad esso era associata, in virtù della visione androgina proposta da Ulrichs ne rappresento una parziale conferma.

Culto del Sabato

 

Preghiamo col Salmo 18: http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=Salmi18 per i nostri nemici, tutti.

Usata anche dai colportori medioevali valdesi

Tu, pertanto, o Signore, Dio dei giusti

Non stabilisti di far grazia ai giusti,

come Abramo, Isacco e Giacobbe,

coloro che non peccarono contro di te;

ma stabilisti di far grazia a me, che sono un peccatore.

E ora guarda, sto piegando le ginocchia del mio cuore dinanzi a te;

e sto implorando la tua benevolenza.

Ho peccato , o Signore, ho peccato;

e conosco bene i miei peccati.

Ti imploro;

perdonami, o Signore, perdonami!

Non distruggermi con le mie trasgressioni;

non essere adirato con me per sempre;

non ricordare i miei peccati,

e non condannarmi e non mi esiliare negli abissi della terra!

Perché tu sei il Dio di quanti si pentono

(Preghiera ebraica di Manasse, vv.8 e 11-13)

 

“Credo in Dio, che vuole il fascino della vita e il cambiamento in tutti gli stati attraverso il nostro lavoro, la nostra politica”. Per Dorothee Soelle l’idea di un Dio che è “in cielo in tutta la sua gloria”, mentre ad Auschwitz tutto quanto era stato organizzato anche dai cristiani era “insopportabile”.

STUDIARE LA STORIA DI WILLIAM PENN

“Il Grande Spirito, padre di tutti gli uomini, vuole che bianchi ed indigeni vivano insieme, e non solo come fratelli, ma come se avessero un’unica testa, un unico cuore e un unico corpo”: In quel trattato Penn, mentre s’impegnava per sé e per i compagni a non usare mai le armi, chiedeva agl’indigeni che anch’essi convenissero su questi tre punti: nessun padrone e nessun schiavo, nessuna divisione in classi, nessuna lotta di religione.

(Articolo condiviso col gruppo dei Nativi americani in fb negli anni passati)

 

Presto on line

www.ecumenici.it on line domenica prossima:

Articolo 16
Prima di prendere possesso delle loro Diocesi, I vescovi prestano uno speciale giuramento di fedeltà nelle mani del luogotenente del Reich della rispettiva regione o in quelle del presidente del Reich, secondo la seguente formula:
“Davanti a Dio e ai Santi Vangeli, giuro e prometto, come si conviene ad un vescovo, fedeltà al Reich Germanico e allo Stato… Giuro e prometto di rispettare e di far rispettare dal mio clero il Governo stabilito secondo le leggi costituzionali dello Stato. Preoccupandomi, com’è mio dovere, del bene e dell’interesse dello Stato Germanico, cercherò, nell’esercizio del sacro ministero affidatomi, di impedire ogni danno che possa minacciarlo”

CULTO DI DOMANI

Domani Sabato prima del giorno della Memoria, con solo preghiere ebraiche
– Salmo 18 (in ordine cronologico) Per i nostri nemici, tutti
– Preghiera di Manasse, usata anche dai colportori medioevali valdesi
– la ribellione della teologa femminista Dorothee Soelle ai lager
– La preghiera per i nativi americani di William PENN
– I TRIANGOLI ROSA.
– Politica estera con Internazionale e la Pace in Columbia (mi seguono su Twitter da pochi giorni)

Solo libertà dello Spirito

Riporto una definizione a noi cara che ci differenzia dalla ideologia delle chiese in generale:
Il termine Ecumene (anche oikoumene) deriva dal greco οἰκουμένη, participio medio del verbo οἴκω, “abitare”: οἰκουμένη (γή) indicava fin dai tempi antichi la porzione di Terra conosciuta e abitata dall’uomo, per cui l’ecumene è “la casa dove tutti viviamo”.
I nostri Amici di Londra accettando al loro interno anche nonviolenti buddisti e atei o non teisti soddisfano appieno il carattere di Ecumenicità intesa nel senso originario. Noi abbiamo preferito essere esclusivamente cristiani in quanto la mia scelta liberale precedente e quella di Bori non hanno portato oggi frutti. Riteniamo quindi che la Via sia quella di Gesù e lasciamo a Iddio creare l’universalità del suo messaggio. In Italia serve una presenza quacchera proprio per offrire uno spazio di libertà dello Spirito che le altre chiese negano in virtù di un papa di carta o di carne.
Noi siamo tutti uguali e tutti abbiamo la particella di Dio in noi o come dicevano nel 1600, la luce di Gesù interiore.

L’assemblea testimonia lo Spirito su di noi.

Non siamo protestanti!

Non siamo una chiesa evangelica e la prova che in tutti i Meeting da maggio scorso ad oggi non ho fatto alcun sermone, che è estraneo all’uso dei quaccheri. Solo riflessioni, preghiere e meditazioni, analisi dei fatti. Un solo precedente nella nostra famiglia da parte di Davide Melodia ma lui è stato anche un pastore protestante e non aveva rinunciato alla predicazione che non è conforme alla nostra Assemblea, in quanto la Bibbia è una fonte secondaria all’ispirazione di Dio in noi. Accessoria e non ultima. Anche Bori pur essendo ex prete non ha mai fatto omelie dai suoi. I verbali che redigeva sono stati da me letti.
Impossibile qualsiasi comunione con chiese protestanti in quanto siamo nati dopo la Riforma e riteniamo le opere un’ausilio importante per la verifica dello Spirito Santo in noi. E non siamo cattolici ben inteso.
Pur essendo predicatore diplomato dai Valdesi, dal 2001 non pratico assolutamente, contrariamente a Melodia, che non ha rinunciato forse per motivi personali e pur essendo all’epoca referente nazionale degli Amici in Italia.
Preferisco gli insulti di stamani di un protestante oltre ad “andare a lavorare all’ISIS” (un certo Francesco Feraco Supertram (sigh!)) ecc ecc che rinunciare alla verità che la Bibbia è solo sussidiaria all’ispirazione personale.
La meditazione giornaliera non la facciamo sulle Scritture ma su testi vari. Potrebbe essere anche un volume di psicologia ma Dio avrebbe qualcosa da dirci a noi che non temiamo Lui nelle molteplici libertà di essere e di parlarci oggi e non 5000 anni fa o 2000.
Solo Dio è la Verità.