La famiglia umana

Contribuire a realizzare l’unità della famiglia umana, arricchita dalle diversità tipiche della nostra società multiculturale e multireligiosa. Questo è un impegno che possiamo condividere coi cattolici del movimento dei focolari, in un momento di crisi delle Chiese e delle Istituzioni in generali. Gesù può unire tramite lo Spirito Santo quello che la Storia umana ha diviso. L’impegno contro il razzismo deve vedere uniti tutti i cristiani di qualsiasi confessione religiosa, ebrei e le altre religioni impegnate nel Dialogo. Un compito non facile ma che deve essere testimoniato in un’epoca contrassegnata dall’intolleranza e disprezzo per il diverso. Gesù non ha distinto nella sua missione della pelle il colore della pelle, la razza, la nazionalità, l’orientamento sessuale, la cultura o lo stato sociale. Ha liberato dal male chi lo chiedeva. Ha pagato con la croce il prezzo per il riscatto dei suoi nemici. A noi è chiesto di seguirlo in questo Regno di Amore fra gli uomini e le donne. A noi tocca decidere da che parte stare. La Fede in Lui è una risposta concreta nella vita di fronte all’odio, il pregiudizio e l’ingiustizia.

La prima cosa che salta agli occhi nello scorrere la galleria degli orrori razzisti a partire dalle tracce lasciate un po’ ovunque in Italia dalla propaganda razzista e dalle campagne politiche condotte in particolare contro gli immigrati, è il carattere decisamente maniacale, ossessivo, paranoico che contraddistingue un buon numero dei materiali repertoriati, accomunati dal considerare l’immigrazione alla stregua di una “invasione” di massa o di una “occupazione” militare, o le due cose allo stesso tempo. Il limite lo ho letto quando l’europarlamentare Bonanno chiede fili spinati con la corrente elettrica per contrastare gli immigrati. Simili ai nazisti che usavano quel tipo di filo per i campi di concentramento.
L’agire umano, se vuole essere come Dio l’ha pensato quando ci ha creati, e quindi autenticamente umano, deve essere animato dall’amore. Il cammino – metafora della vita – per giungere alla sua meta deve essere guidato dall’amore.
L’apostolo Paolo rivolge questa esortazione ai cristiani di Efeso, come conclusione e sintesi di quanto ha appena scritto loro sul modo di vivere cristiano: passare dall’uomo vecchio all’uomo nuovo, essere veri e sinceri gli uni con gli altri, non rubare, sapersi perdonare, operare il bene…, in una parola “camminare nella carità”. (Ef 5, 2)
Più precisamente si legge: «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore».
Camminare qui equivale ad agire, a comportarsi, come a dire che ogni nostra azione deve essere ispirata e mossa dall’amore. Ma forse non a caso Paolo impiega questa parola dinamica per ricordarci che amare si impara, che c’è tutta una strada da percorrere per raggiungere la larghezza del cuore di Dio.