Il Regno di Dio

“Tratterete lo straniero che abita fra voi come chi è nato fra voi. Tu lo amerai come te stesso (Levitico 19-34)”.
Combattere il razzismo e ogni forma di discriminazione sociale, politica e religiosa. Contro le nuove emergenti forme di emarginazione e di intolleranza.
Estendere lo spazio dei diritti e di contrastare quello dello sfruttamento e delle mafie come ci ricordano i tragici fatti di Rosarno, è un passo verso una società migliore e aperta

Il fatto centrale del Regno di Gesù è la comunione con gli altri e l’amore, in quanto segni del discepolo e della sequela. La salvezza individuale (secondo lo schema di Agostino) prende valore quando si mette al servizio della redenzione sociale, della liberazione di un mondo imprigionato nel peccato, nel pericolo, nella guerra, nella povertà ma ugualmente oggetto di una promessa di un cielo nuovo e di una terra nuova.
Dio rinnova senza far cessare il mondo, rivoluzionandolo in permanenza,verso un Regno di Dio che abolisce il capitalismo (Moloch) e il militarismo (Baal) nella prospettiva della Speranza che attende la venuta di Dio. Oltre il nostro individualismo.
Il metodo di teologi grandi come Leonhard Ragaz, si ispira a Matteo 6,33: “Cercate prima di tutto il Regno e la sua giustizia”, la comprensione delle Scritture, di Cristo, dell’uomo,ecc. vi saranno date per conseguenza.
Il capitalismo è visto da lui come il regno di Mammona, conducente alla distruzione dell’attività creatrice di Dio, della vera libertà individuale ma anche delle antiche solidarietà.
Non tutto ciò che si dichiara ecclesiastico o cristiano viene sempre da Dio. Teniamolo presente nel nostro quotidiano. Aspiriamo a un nuovo cielo e una nuova terra nei quali abita la giustizia.
Solo attraverso sofferenza e sacrificio il singolo, ma anche il mondo, avanza verso la fratellanza, amore, solidarietà, giustizia e anche pace. Conto menzogna, egoismo, violenza, cinismo, odio, infedeltà…
Il regno di Dio, invece, comincia già qui, è presente in mezzo a noi ovunque venga realizzata la volontà di Dio. Ragaz sottolinea spesso il fatto che, nel Padre Nostro non preghiamo: “Prendici nel tuo regno!” ma “Venga il tuo regno!”. Non basta perciò lasciarci confortare dalla speranza del regno di Dio nella fede interiore; dobbiamo anche orientarci, nel comportamento, al regno di Dio futuro e già presente in Gesù.
La fede chiama alla sequela e la sequela rinforza la fede.
Nell’unione di fede e sequela, Ragaz ha trovato, attraverso gravi crisi, la strada verso una fede liberatrice, aperta e non dogmatica ma profonda, e ha così aiutato molti in crisi di fede.