Essere umani pienamente

essere umani significa vivere in una rete di relazioni tra uguali
La legge deve stabilire solamente che la diffamazione pubblica a motivo della razza, della cultura, della religione e dell’appartenenza etnica è punibile. Ma sta a noi praticare la giustizia fra gli essere umani. L’ingiustizia è fonte infatti di violenza.
Le chiese e numerosi movimenti ecclesiastici hanno svolto un ruolo importante nella lotta contro l’apartheid e sono stati decisivi nel rovesciamento del regime razzista. Ma alcune di esse erano schierate per l’apartheid se non erano in silenzio vergognoso.
La discriminazione oggi è dovuta soprattutto alla nazionalità e alla provenienza ed è particolarmente frequente sul mercato del lavoro e nella vita professionale. Gli uomini ne sono vittima più delle donne, i giovani più degli anziani.
Dobbiamo interrogarci su cosa concretamente possiamo fare individualmente e nella società per costruire un futuro accogliente per tutte e tutti. La riflessione lascia il posto al silenzio di meditazione e preghiera.
Ci aiuta in questo l’evangelista

Il testo più rivoluzionario al mondo si trova nel vangelo di Matteo: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero in prigione e mi avete visitato. Avevo sete e mi avete dato da bere”
Partiamo da Cristo per capire il senso della nostra testimonianza oggi.
Senza fughe nel pietismo personale o nelle dottrine degli uomini.
Accettiamo l’altro nello Spirito della Pace come Cristo accoglie noi. Ma cambiamo il mondo dopo aver cambiato noi stessi.
Lo scrittore francese Georges Bernanos scrive: “Dio non ha altre mani che le mie”. O rovesciamo noi l’ordine mondiale cannibale che costringe milioni di persone a divenire profughi e fuggire da fame, guerre o disperazioni o non lo farà nessuno.
“Chi è mai l’uomo perché ti ricordi di lui?” (Salmo 8,5), dice il Salmista e parla, subito dopo, del ruolo assegnato all’essere umano nel creato e della sua dignità. Tre aspetti devono essere qui sottolineati. Il primo, che la dignità è riconosciuta a tutti gli esseri umani. Il secondo, che essa è riconosciuta senza condizioni a ogni essere umano. Il terzo, che essa è riconosciuta dal Creatore stesso a ogni essere umano, indipendentemente dalle sue qualità.