4 milioni di rifugiati dalla guerra siriana

4 milioni di rifugiati dal conflitto siriano sono un motivo di forte preoccupazione umana: cerchiamo come cristiani di renderci consapevoli di questo dramma e poniamo delle basi per contrastare gli istinti populisti che animano politici contro l’accoglienza dei migranti. Ognuno nel proprio piccolo.
Io ad esempio cancello dai miei contatti tutte le persone che diffondono messaggi razzisti mascherati da presunti interessi nazionali. Per tanti decenni anche noi italiani ci siamo cimentati sia prima del fascismo in Libia che durante il fascismo nell’Africa orientale in campagne di aggressione militare colonizzatrice nel più assoluto disprezzo dei diritti umani e della salvaguardia delle popolazioni locali. Alla faccia della cattolicità sbandierata.
Serve un ripensamento mondiale sulla Pace e la salvaguardia della giustizia con primo obiettivo combattere la fame.
Aver fame non è un reato e cercare di soddisfare il bisogno è un obiettivo di ogni creatura umana. Tutte degne di essere figli e figlie dell’Unico Dio. Anche se di religioni diverse o di pelle diverse.
Gesù, prima di Adamo come recita il Vangelo di Giovanni, ci ha creato senza carta d’identità o passaporto e ci rende degni del suo amore solo per la sua volontà. Non dovremmo mai dimenticare che dipendiamo in ogni istante della vita da Lui.
Apparteniamo a questo mondo ma non siamo di questo mondo significa concretamente che essere cristiani è impegnarsi per un’etica della vita che va oltre i disvalori di questo mondo e orientarsi verso il Regno di Dio, annunciato dai Vangeli.
4 milioni di rifugiati pesano enormemente sulle nostre coscienze e sulla nostra indifferenza.
Di questo dobbiamo farci carico per i nostri limiti. Del mancato amore verso il prossimo dobbiamo rispondere al Giudizio di Dio, che ciascuno di noi è chiamato al termine dell’esistenza terrena.
Quanto abbiamo amato è la domanda che ci verrà posta. Non altro è chiesto per la Misericordia del perdono che riceviamo.