il rapporto quacchero coi nativi americani in un’epoca di guerre

Il trattato con gli Indiani

Un opuscolo di Sarah Chandler, The never Broken Treaty. Quaker Witness and Testimony on Aborignal Title and Rights: What Canst Thou Say? (Canadian Quaker Pamphlet Series n. 54, 2001), ci ricorda il primo trattato di William Penn con gli aborigeni della terra che avrebbe poi preso da lui nome, Pennsylvania.

“Il grande Spirito che ha fatto me e voi, che governa i cieli e la terra e conosce i più intimi pensieri umani, sa che io e i miei amici desideriamo di cuore vivere in pace ed amicizia con voi, e servirvi il più possibile possibile (to serve you at the uttermost of our power). Non è nostro costume di usare armi ostili con creature come noi (our fellow creatures), per questo siamo venuti senza armi…”

Il trattato di Shakamaxon fu il primo sottoscritto, nel 1682, e diceva:

“L’uomo bianco e l’uomo rosso devono essere come fratelli.
Tutti i sentieri devono essere aperti ad entrambi.
Le porte del colono (settler) saranno aperte all’ indiano e quelle dell’ indiano al colono.
Non si presterà attenzione a false notizie degli uni su gli alri.
Se sorgeranno contese, saranno risolte da una giuria di sei persone per parte, e poi saranno dimenticate”

 

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